mercoledì 29 febbraio 2012

Piccola bottega di campagna - Febbraio


Eccoci qui al consueto appuntamento con la bottega e colgo l'occasione per ringraziare davvero tutti quelli che ogni mese danno il loro contributo un po' accettando la sfida e un po' credendo insieme a me che sia davvero importante consumare frutta e verdura di stagione.
Anche il mese di febbraio è stato ricco di ricette e tutte davvero belle ma come ormai sapete solo una è stata scelta per rappresentare Febbraio in questo almanacco ortofrutticolo...è quindi con grande gioia che annuncio la vincitrice...


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Fashion Flavors


INGREDIENTI
(per 4-6 persone)

per la pasta:
300gr di farina 00 
1 piccolo cespo di radicchio rosso tondo
1 uovo
1 presa di sale

per il ripieno:
2 patate medio-piccole
2 cespi di radicchio rosso piccoli
170 gr di speck
1 cipolla piccola ( o 1/2 cipolla grande)
70gr di parmigiano reggiano grattugiato
3 cucchiai di olio evo
 presa di sale q.b.
pepe q.b.

per il condimento:
qualche pinolo per decorare
1 filo di olio evo
qualche rametto di tipo fresco (le foglie)

Per prima cosa preparate la pasta: mondate e lavate il radicchio, fatelo a pezzetti e mettetelo a fuoco basso in un tegamino con poca acqua a sobbollire per 10 minuti.
Togliede dal fuoco, scolate (tenendo da parte l'acqua di cottura) e fate intiepidire. Poi strizzatelo e tritate nel mixer finemente. 
Versate la farina nella spianatoia e fate la classica fontana, (oppure fate come faccio io e mescolate il tutto in una grande terrina di plastica che è più pratico e solo quando l'impasto è compatto rilavoratelo per alcuni minuti nella spianatoia infarinata) mettete al centro il radicchio tritato, e l'uovo e aggiungeta l'aqua necessaria per ottenere un impasto sodo e omogeneo -io vi consiglio vivamente di aggiungere l'acqua di cottura del radicchio che se era fresco, essa non è amara e tingerà ulteriormente la pasta e ne aumenterà ulteriormente il sapore-.
A questo punto formate il panetto, avvolgetelo nella pellicola per alimenti e mettetelo in frigo intanto che preparate il ripieno.
Mettete a cuocere le patate, pelate e lavate; poi affettate il radicchio e cuocetelo facendolo rosolare pochi secondi con un filo d'olio e una presa di sale poi aggiungete poca acqua e lasciate cuocere per 5-6 minuti.
A questo punto lasciate intiepidire un attimo, scolatelo e mettetelo nel mixer assieme allo speck precedentemente tagliato a pezzetti o cubetti, alla cipolla precedentemente affettata finemente e al grana e mixate il tutto finemente per alcuni minuti.

Bravissima Benedetta!!! Il tuo piatto mi ha conquistata!! 
Occhio che domani escono gli ingredienti di Marzo...un'accoppiata davvero particolare!! Vi aspetto!

martedì 28 febbraio 2012

La mia bella estate


Da quando sono stata invitata a partecipare a questo contest non ho più pensato ad altro...quanto mi piacciono le sfide!!! Mi piace un sacco creare le ricette, studiare gli abbinamenti, immaginare le presentazioni e dedicarmi al food styling. Qui la sfida era davvero interessante e per nulla semplice, prevedeva di abbinare un piatto salato ad un Moscato passito: La bella estate di Terre da Vino.
La famosa casa vinicola piemontese ha indetto questo contest riservandolo alle blogger che saranno presenti nel libro "Fornelli in rete" di Francesca Martinengo edito da Malvarosa Edizioni in uscita il maggio prossimo.
Ma parliamo della ricetta, devo dire che non è stato per niente facile e colgo l'occasione per ringraziare alcuni amici che si sono presi a cuore questa mia sfida e mi hanno regalato con affetto i loro consigli e le loro impressioni...grazie! Così, giorno dopo giorno la ricetta ha preso finalmente vita nella mia mente ed è diventata sempre più mia...parla di me, dei miei boschi, dei sapori che conosco e che amo e che a mio parere si sposano perfettamente con La bella estate.


Petto d'anatra al fumo di bosco con riduzione di balsamico tradizionale e scalogni glassati al miele di castagno

Ingredienti (per 2 persone):
- 1 filetto di petto d'anatra (circa 350g)
- 2 spicchi d'aglio
- 1 bicchiere di vino bianco leggero aromatico
- 1 cucchiaio di burro
- 1 bicchierino di aceto balsamico tradizionale
- olio evo 
- sale e pepe
Per l'affumicatura:
- foglie secche di bosco pulito

Per gli scalogni:
- 10/15 scalogni piccoli
- 1 noce di burro
- 1 cucchiaio di miele di castagno
- acqua q.b.
- sale e pepe


1) Rifilare molto bene il petto d'anatra, inciderlo dalla parte della pelle facendo tre tagli verticali e tre orizzontali ed asciugarlo con della carta da cucina. Scaldare nella padella poco olio con 2 spicchi d'aglio leggermente schiacciati. Quando l'olio sarà ben caldo rimuovere gli spicchi d'aglio e mettervi a rosolare il petto d'anatra dalla parte della pelle. Tenere la fiamma viva e cuocere coperto per circa 3 minuti per lato, al centro deve rimanere rosato e quindi non cuocersi troppo. Sfumare con il vino bianco, regolare di sale e di pepe e cuocere ancora alcuni minuti controllando la cottura dalle incisioni fatte sulla pelle...non troppo cotto! Mettere da parte.
2) Nella stessa padella aggiungere un cucchiaio di burro e l'aceto balsamico, mescolare staccando dal fondo i succhi di cottura della carne e fare ridurre a fiamma viva finchè non si sarà raddensata la salsa.
3) Sul fondo di una pentola wok sistemare le foglie di bosco e sulla griglietta soprastante adagiare il petto d'anatra sopra un foglio di alluminio. Accendere la fiamma ed aspettare che le foglie comincino a fumare, quindi chiudere con il coperchio per circa tre minuti affinchè la carne possa assorbire i profumi del bosco ed affumicarsi senza però cuocersi ulteriormente.
4) Preparare gli scalogni, lasciati precedentemente a bagno per 5 ore in acqua e zucchero, facendo scaldare la noce di burro in una padella e facendoveli saltare con il miele ed un po' di acqua. Abbassare la fiamma ,  salare e pepare e coprire cuocendoli finchè non saranno teneri e la salsa non i sarà rappresa caramellandoli.
5) Affettare il petto d'anatra, sistemare un cucchiaio di riduzione di balsamico nel piatto, posarvi sopra un coppa pasta rotondo e riempirlo con gli scalogni, tutto intorno al coppa pasta adagiare le fette di petto d'anatra  un po' ripiegate su se stesse quasi a formare un fiore. Irrorare l'anatra con un po' di riduzione di balsamico e gli scalogni con la salsa al miele, sfilare delicatamente il coppa pasta e servire con La bella estate.

venerdì 24 febbraio 2012

Cappellacci colorati con pancetta croccante, limone e pepe di Szechuan


Non sono una grande intenditrice di spezie e la mia cucina non è molto speziata per natura ma per la serie "chi va con lo zoppo impara a zoppicare" non si può essere grandi amiche con Claudia e non essere contagiate dalla voglia di assaggiare tutte le sue meravigliose polverine!!!
E così, siccome sono curiosissima ho cominciato anche io a sperimentare e sono stata subito attratta dalle varietà di pepe, forse perchè è la spezia che uso sempre e che amo.
In effetti proprio Claudia mi aveva parlato del pepe di Szechuan, un pepe aromatico, dall'aroma simile al limone e molto intenso ma a differenza del classico pepe nero per nulla pungente.
La particolarità è che si utilizzano solo i gusci della bacca, i semi vengono invece tostati e macinati prima di essere usati.Ok, basta, ora mi sto trasformando proprio in Claudia...solo che lei fa i corsi sulle spezie io invece è meglio che mi limiti a fare l'allieva!!
L'assaggio è stato gradito, ho apprezzato molto questa spezia soprattutto utilizzata così...ma proverò il pepe di Szechuan anche con altre pietanze.

La lista della spesa:
- 250g di cappellacci colorati secchi
- 100g di pancetta in una sola fetta
- la scorza grattugiata di un limone
- pepe di Szechuan
- olio evo
- sale

1) Scaldare poco olio in una pentola e mettervi a rosolare la pancetta tagliata a cubetti finchè non sarà croccante.
2) Intanto lessare la pasta in abbondante acqua bollente salata, scolare la pasta e saltarla in padella con la pancetta, aggiungere la scorza grattugiata del limone e il pepe di Szechuan a piacere. Regolare di sale e servire con un giro di olio a crudo.

giovedì 23 febbraio 2012

La mia torta al limone


Ero diretta alle casse, il mio carrello era stra-pieno di ogni ben di Dio, non sapevo quando sarei uscita di nuovo per fare la spesa.
La mia pancia era enorme, ormai era questione di giorni e la mia piccola sarebbe arrivata.
Arrancavo tra i corridoi a fatica, quasi a rallentatore, come gli astronauti che camminano sulla luna. Il mio pensiero da settimane era che da quando mi ero trasferita in quel paese, tre anni prima, non ero riuscita a socializzare con nessuno.
Un pensiero strano che mi assillava. E se mi fosse successo qualcosa? Se mio marito non fosse riuscito ad arrivare in tempo dalla città? In realtà mi sentivo sola.
Una gravidanza bellissima, goduta fino alla fine, solo io e il mio piccolo fiore, persa ad immaginare il suo viso e a fantasticare sul colore dei suoi occhi.
A volte sentivo il suono della mia voce solo dopo le 19.00, quando arrivava il mio amore a casa...non aspettavo altro.
Ho maledetto più volte il mio caratteraccio, se solo avessi avuto un po' più di coraggio, se non mi vergognassi sempre di fare il primo passo...magari qualche amica l'avrei trovata!
Rapita dai pensieri non mi rendo conto che la mia mega-spesa si sta muovendo sul nastro trasportatore, goffamente cerco di risistemare il tutto nel carrello per non creare troppa coda, la cassiera mi guarda con compassione.
Mi dirigo verso l'uscita quando sento:
" Scusa, tu abiti a Borgo Ferrera?"
Mi giro e vedo una bella ragazza che mi sorride
"Sì"
 La guardo con aria interrogativa della serie e tu chi sei?
"Ti vedo sempre uscire a pranzo con il cagnolino e il gattino per la passeggiata nei campi...mi fate sorridere! Piacere, io sono Manuela"
"Ambra"
"Ti va di venire domani a prenderti un caffè da me, abito due porte più in là"
"Ma io non ti ho mai visto"
"Abbiamo orari diversi...allora ti va? A me farebbe molto piacere"
"Anche a me"

Quella sera preparai la mia torta al limone da portare a Manuela.

Da cinque anni abito in un altro paese e la mia bimba ha 6 anni ma ricordo ancora con affetto la mia cara amica, la sua casa che profumava di bucato e i pomeriggi a chiacchierare fino all’ora di cena, quando mio marito tornava a casa e mi trovava ancora  lì.
Grazie Manu 


La lista della spesa:
- 200g di farina
- 2 cucchiaini di lievito in polvere
- 200g di zucchero
- 4 uova
- 75 ml di yogurt bianco
- 75 ml di panna
- la scorza grattugiata di un limone non trattato
- 4 cucchiai di succo di limone
- 1,5 dl di olio di girasole
Per lo sciroppo:
- 4 cucchiai di zucchero a velo
- 3 cucchiai di succo di limone

1) In un recipiente sbattere le uova ed aggiungervi lo yogurt, la panna, la scorza di limone, il succo di limone e l'olio e mescolare il tutto.
2) In un'altro recipiente o nella planetaria mettere la farina setacciata miscelata con il lievito e lo zucchero, quindi versare il composto liquido nella farina (e non viceversa...ho provato e non è la stessa cosa), lavorare il tutto con le fruste elettriche per alcuni minuti per inglobare aria nell'impasto.
3) Versarlo in una tortiera precedentemente imburrata ed infarinata e cuocere a 180° per 50-60 minuti finchè non sarà ben dorata.
4) Mentre la torta cuoce preparare lo sciroppo (non omettetelo, ha la sua funzione, senza lo sciroppo la torta non è buona allo stesso modo!) scaldando gli ingredienti miscelati a fiamma bassa fino a che lo sciroppo non si sia raddensato.
5) Sfornare la torta, bucherellare la superficie con i rebbi di una forchetta e spennellare con lo sciroppo, in questo modo la torta lo assorbirà ma la superficie rimarrà comunque lucida. Fare raffreddare e servire.


martedì 21 febbraio 2012

Contaminazioni liguri...


Non ho resistito, ci pensavo da un po' e questa volta ho ceduto...come avrete intuito faccio parte anche io della grande squadra dell'MTC che questo mese capitanata da Bucci si lancia alla scoperta/riscoperta del "Patè".
Bucci ci racconta nel suo bel post in che cosa consiste il Patè e come si differenzia da preparazioni simili come  la mousse...insomma, ho già capito che queste sfide mensili non solo mi metteranno alla prova ma mi insegneranno molto.
La mia proposta è tutta di ispirazione ligure, ho immaginato un bel coniglio alla ligure che si trasformava in patè per poi spalmarsi su un pezzo di focaccia genovese appena sfornata...ok, non aggiungo altro ma lascio spazio alla ricetta e alle foto!

Pentola Le Creuset 

Patè di coniglio alla ligure con "Fugassa" genovese al rosmarino 

La lista della spesa:

Per il patè di coniglio:
-650g di coniglio tagliato in pezzi
- 1 cipolla bionda
- 2 spicchi d'aglio
- 100g di olive taggiasche denocciolate
- 2 cucchiai abbondanti di pinoli + altri per decorare
- 1 bicchiere di vino rosso (meglio se ligure)
- brodo di carne q.b.
- 2/3 rametti di rosmarino
- Timo fresco
- olio evo ligure
- sale e pepe
- 150g di burro

1) Riscaldare due cucchiai d'olio in una casseruola e soffriggervi la cipolla tritata e i due spicchi d'aglio leggermente schiacciati, quindi unirvi i pezzi di coniglio precedentemente tamponati con la carta da cucina e rosolarli a fiamma alta da tutti i lati per alcuni minuti finchè non saranno dorati, aggiungervi le erbe aromatiche ( dovendo poi fare il patè ho messo i rametti interi, se volete preparare il coniglio alla ligure per mangiarlo così allora potete sminuzzarle).
2) Togliere l'aglio e sfumare con il vino rosso, abbassare la fiamma ed aggiungere le olive taggiasche e i pinoli.
Regolare di sale e di pepe e coprire con un coperchio. Cuocere a fiamma bassa per circa 1 ora, finchè non sarà tenero e la carne non si staccherà dall'osso, se durante la cottura si asciuga troppo allungare con il brodo caldo.
3) Quando il coniglio si sarà intiepidito disossarlo e mettere la polpa nel mixer insieme a tutto il condimento che c'è nella casseruola (attenzione a rimuovere tutti i rametti delle erbe aromatiche, io ho tolto anche molto del rosmarino che durante la cottura si era staccato dal rametto), tritare il tutto insieme fino ad ottenere un composto omogeneo.
4) Nella stessa casseruola sciogliere il burro tagliato a pezzetti, mescolare cercando di staccare tutti i succhi di cottura dal fondo della pentola, versare nel contenitore del mixer insieme al coniglio e lasciare intiepidire qualche istante. Tritare nuovamente il tutto e sistemare il composto nello stampo foderato di pellicola, livellare bene e decorare la superficie con i pinoli precedentemente tostati qualche istante in un pentolino. Mettere in frigorifero e tirare fuori almeno un' ora prima di servire.

Pentola Le Creuset 

Per la "Fugassa" genovese (ricetta presa da qui):
- 600g di farina
- 400ml di acqua tiepida
- 15g di sale
- 2 cucchiaini di zucchero
- 100ml circa di olio evo ligure
- 1 cubetto di lievito di birra (io 1 bustina di lievito secco)

1) Sciogliere il sale nell'acqua tiepida e versare nel fondo della planetaria o in un recipiente, aggiungere lo zucchero e cominciare ad inglobare metà della farina sempre mescolando. Si otterrà un composto piuttosto liquido, unirvi il lievito spezzettato (io bustina) e continuare a lavorare, quindi unirvi il resto della farina, lavorare energicamente per qualche istante. La pasta sarà abbastanza appiccicosa.
2) Sistemare l'impasto su un piano infarinato e lavoralo con la farina per alcuni minuti. Versare 50 ml di olio in una teglia da forno e farlo aderire alla superficie della teglia sistemarvi l'impasto leggermente appiattito, spennellare la superficie con l'olio che è sul fondo della teglia e lasciare lievitare al caldo per circa 1 ora e 1/2 finchè non sarà raddoppiato di volume.
3) Stendere l'impasto nella teglia e spennellarlo nuovamente con l'olio evo e mettere di nuovo a lievitare per circa 30 minuti. Riprendere la focaccia distribuirvi sopra il sale grosso e il rosmarino tagliato al coltello e praticare con le dita le famose fossette classiche della focaccia. irrorare con il restante olio e lasciare lievitare nuovamente per altri 30 minuti.
4) Nebulizzare la superficie della focaccia con acqua naturale a temperatura ambiente. Cuocere in forno a 200/220° per circa 15  minuti, finchè non sarà dorata. 


venerdì 17 febbraio 2012

Sablée parmigiano e nocciole


Qualcuno sa qualcosa a proposito di palati dolci e salati?
Forse chi ama il salato in qualche modo percepisce meglio i gusti salati? Boh, so solo che io ho un palato dolce mentre in casa ho 3 palati salati...ed è dura!! Mi viene sistematicamente voglia di preparare dolci che poi nessuno mangia...o meglio...io non potrei mangiarli!!! 
Mannaggia, non solo mi tolgono il gusto di mangiarli ma anche di prepararli, perchè per me preparare un dolce è un vero piacere!!
Però quando preparo qualche sfiziosità salata allora è tutto un altro paio di maniche!!
Come questi sablée tanto burrosi quanto buoni...sono durati poco poco poco...


La lista della spesa:
- 250g di farina
- 225g di burro
- 1/2 cucchiaino di pepe appena macinato
- 50g di nocciole tonde gentili del Piemonte tritate non troppo finemente
- 2 pizzichi di sale

1) Mettere nel mixer la farina, il burro a cubetti, il  Parmigiano Reggiano Fattorie Ferrarini , il pepe, le nocciole e,  se si vuole ottenere un biscottino più saporito, due pizzichi di sale. Lavorare per qualche minuto fino ad ottenere un composto omogeneo (se necessario aggiungere un po’ di acqua ghiacciata). 
2) Creare un salamotto regolare e liscio con l'impasto e fare riposare in frigorifero 30 minuti circa. Con un coltello affilato tagliare il salamotto a fette di circa mezzo centimentro di spessore e sistemarle su una teglia foderata con carta da forno facendo attenzione a distanziarle bene perchè si allargano in cottura. Infornare a 180° per 10 minuti, finchè non saranno dorati. Servire come aperitivo magari con uno Chardonnay.

giovedì 16 febbraio 2012

Gold cake


Le torte da forno sono le mie preferite in assoluto, sì ok, sono golosa di tutti i dolci ma le torte da forno hanno un fascino particolare, sanno di casa, mi fanno pensare alle colazioni della domenica a quei giorni che sei giù ed allora metti in forno una torta e tutto ti sembra che vada meglio...in casa il profumo si spande e ti contagia ridandoti il buonumore che avevi perso.
Quelle a cui non so proprio resistere sono quelle con dentro la frutta, torte di mele, pere e cioccolato, crumble cake, pie ecc... ma poi anche un plum cake o una torta al limone...insomma avete capito che torte e crostate sono il mio tallone di Achille!
A volte basta un tocco insolito per far diventare la tua classica cake qualcosa di più...e lo spunto me l'hanno dato le mie amiche Cinzia e Vale...

La lista della spesa:
- 125g di ricotta
- 2 uova
- 250g di farina
- 150g di zucchero
- 140g di olio di semi
- 1 bustina di zafferano
- 1 bustina di lievito vanigliato per dolci
- 1 arancia bio non trattata
- 5/6 albicocche secche

1) Lavorare la ricotta con le uova con le fruste quindi aggiungervi lo zucchero, l'olio e continuare a montare con le fruste.
2) Unire la farina miscelata con il lievito poco per volta, lo zafferano, la scorza grattugiata di un'arancia ed il suo succo.
3) Continuare sempre a sbattere con le fruste favorendo l'entrata di aria nell'impasto, unirvi le albicocche tagliate a piccoli cubetti, incorporale bene e versare il composto in uno stampo da plum cake. precedentemente imburrato ed infarinato.
4) Cuocere in forno a 180° per circa 40-50 minuti, fare raffreddare e servire.

Avete capito che partecipo al contest 



martedì 14 febbraio 2012

Crepes du bucheron


Buona settimana a tutti!!
Allora, passato bene il week-end? Io abbastanza bene tra una mangiata ed un'altra, il che vanifica la dieta+palestra della settimana scorsa...uffi!
Così, si riparte da oggi con dieta+palestra con la speranza che il prossimo week-end sia meno ricco di eventi mangerecci tipo compleanni, cene con amici ecc... ecc...
Ma io sapevo che quando fa freddo si bruciano più calorie...mah...speriamo, freddo fa freddo anzi freddissimo magari non ne vengo fuori poi troppo male!!
Per chi invece non è a dieta lascio questa ricetta deliziosa, le crepes del boscaiolo con farina di castagne ed un ripieno fatto di funghi, pancetta e scalogno stufati nel vino rosso corposo...gnam!


La lista della spesa per circa 15 crepes:
Per le crepes:
- 500ml di latte
- 3 uova
- 175g di farina 00
- 175g di farina di castagne
- 50g di burro fuso
- 1 cucchiaino di sale
Per il ripieno:
- 500g di funghi champignons
- 150g di pancetta affumicata a cubetti
- 2 scalogni
- 1 bicchiere di vino rosso corposo tipo dolcetto o barbera
- olio evo
- sale e pepe

1) In un recipiente mettere le farine ed il sale ed al centro rompere le uova, sbattere energicamente ed aggiungere gradatamente un terzo del latte.
2) Continuare a mescolare ed incorporare la farina a poco a poco aggiungendo poco per volta il resto del latte, il composto dovrà risultare liscio ed omogeneo (trucchetto: se nel composto ci saranno dei grumi basterà miscelare qualche istante con un minipimer e sarà perfetto), unirvi il burro fuso. Lasciare riposare per circa un'ora a temperatura ambiente.
3) Nel frattempo scaldare un cucchiaio d'olio in una padella, appassirvi gli scalogni tritati e quindi la pancetta a fiamma alta, sfumare con il vino rosso e unirvi i funghi affettati, regolare di sale e di pepe, coprire con un coperchio e cuocere a fiamma bassa.
4) Scaldare una padella da crepes ungerla leggermente e cuocere le crepes (usare poco composto per volta devono risultare sottili) alcuni secondi per lato.
5) Servire le crepes calde con dentro il ripieno di pancetta e funghi.


Con questa ricetta partecipo al contest di AboutFood

venerdì 10 febbraio 2012

Pappardelle al germe di grano con funghi pioppini e ragù leggero di pollo


Mille eventi, mille impegni, mille date da rispettare, è un periodo davvero ricco di lavoro ma anche di soddisfazioni, ho una sfilza di post in coda che aspettano il loro turno e tra questi c'è Per tutti i gusti - Il giro di Italia a Tavola, una serie di eventi dedicati alle regioni Italiane che in ogni serata vede protagonisti alcuni chef stellati che cucinano piatti legati al loro territorio, il tutto ospitato dallo Sheraton Hotel di Malpensa. Io ho partecipato alla serata di apertura sulla Toscana, per questo ringrazio sempre il buon Carlo Vischi, mentre per il reportage della serata vi rimando qui, qui e qui. E' stato bello conoscere anche alcuni produttori toscani di pasta, uno di questi ci ha omaggiato di alcuni assaggi della sua meravigliosa pasta...la Pasta Morelli.
Con il produttore a fine serata c'è stato un simpatico scambio di battute e lui mi ha detto che la sua pasta è buona così, solo con un filo d'olio buono...quando la pasta è buona non ha bisogno di altro.
Io non posso fare altro che confermare dopo l'assaggio ma naturalmente ho pensato ad un condimento delicato che riuscisse comunque ad esaltare queste pappardelle senza coprirne la naturale bontà...spero vi piacciano.



La lista della spesa:
- 250g di pappardelle al germe di grano Morelli 
- 1 cestino di funghi pioppini
- 1 carota grande
- 1 costa di sedano
- 1 cipolla bionda
- 150g di petto di pollo
- 1 bicchiere di vino bianco
- 1 spicchio d'aglio
- prezzemolo
- olio evo
- sale e pepe


1) Pulire la carota e sminuzzarla, procedere ugualmente anche con il sedano e la cipolla. Fare soffriggere in olio evo con uno spicchio d'aglio.
2) Aggiungere il pollo precedentemente tritato e continuare a rosolare a fiamma alta, sfumare con il vino bianco, quindi aggiungere i funghetti puliti e tagliati (almeno quelli un po' più grossi), lasciare cuocere per qualche minuto, regolare di sale e di pepe.
3) Lessare la pasta in abbondante acqua bollente salata quindi scolarla e saltarla nella padella con il sugo per alcuni istanti, cospargere con il prezzemolo tritato e servire.

giovedì 9 febbraio 2012

Piroghe di triglie al vapore...e il mio senso estetico


Sono una donna di sostanza ma sono anche una donna di "forma", il mio senso estetico è come una voce insistente dentro di me, mi piace circondarmi di cose belle (soggettivamente belle), sto sempre attenta ai colori, ad accostarli correttamente ma mai in modo banale, mi piacciono i dettagli, mi piacciono gli accessori, mi piace mischiare gli stili cercando sempre un equilibrio...insomma, tutto ciò che possiedo deve appagare il mio esigente senso estetico e io non posso oppormi a questa vocina, cerco il "bello" in qualsiasi cosa, anche quando faccio la spesa...insomma sono un po' malata...e tutta questa introduzione è partita dalla sconcertante affermazione che........le triglie sono belle! 
Sì avete letto bene, le triglie rispetto a tanti altri pesci appagano il mio senso estetico, hanno un colore meraviglioso ed io di fronte al banco del pesce non riesco proprio ad ignorarle a favore di altri pesci forse più "nobili". Non volete più seguire il mio blog?? Vi capisco...però io le triglie le avrei comunque comprate...se volete...la ricetta...leggera leggera...ci siete ancora??


La lista della spesa:
- 4 triglie belle cicciotte
- 1 carota piuttosto grossa
- 1 cipolla piccola o mezza (oppure 1 cipollotto o porro)
- lattuga
- 6/8 champignon
- salsa di soia
- olio evo
- sale 
- semi di sesamo tostati

1) Pulire le triglie e sfilettarle in modo da ottenere 8 filetti (non buttate via il resto dei pesci fate un bel fumetto e usatelo magari per un risotto!).
2) Cuocere i filetti al vapore per circa 5-7 minuti, non troppo altrimenti il pesce si rompe e regolare di sale.
3) Tagliare le verdure a striscioline molto sottili e saltarle in poco olio, aggiungere un po' di salsa di sia, mescolare e spegnere. Devono rimanere un po' croccanti.
4) Servire i filetti a coppie con dentro le verdure e cospargere con i semi di sesamo tostati e volendo con un filo d'olio...io ho decorato con della glassa di aceto balsamico.



Con questa ricetta partecipo al contest di Archcook

martedì 7 febbraio 2012

Sapori antichi


A volte mi capita di pensare che non siamo altro che un insieme di sapori, che la nostra storia è fatta di tutti i sapori che per noi sono significativi, che ci rappresentano.
Ci sono sapori che appena arrivano alla mia bocca identificano una persona o un momento della mia vita, ci sono sapori che meglio di tante altre cose saprebbero spiegare molto di me e delle mie radici.
Non importa che siano presenti quotidianamente, possono essere sapori che abbiamo incontrato e poi abbandonato o gusti che ritroviamo solo in alcuni periodi dell'anno e senza i quali non esisterebbe nemmeno quel particolare momento...basti pensare al panettone a Natale.
Nel mio caso l'essere piemontese e marchigiana allo stesso tempo fa sì che i sapori di entrambe le tradizioni siano importanti per me.
Questo ciambellone per esempio, conosciuto ai più come ciambellone romagnolo, è un dolce semplice, fatto di pochi ingredienti, che mi ricorda le colazioni al mare, quando da ragazzina mi svegliavo e insieme a mia cugina facevo la colazione con il caffè-latte e il ciambellone prima di andare in spiaggia...che meravigliosi ricordi, e quante risate! 
Beh, vedete quante cose possono essere racchiuse dentro ad un sapore??!


Ciambellone con l'uvetta

La lista della spesa:
- 500g di farina
- 200g di zucchero
- 200g di burro
- la scorza grattugiata di un limone
- 1 bustina di lievito vanigliato
- 1 bicchierino di anisetta
- 3 cucchiai di uvetta
- 3 uova
- latte q.b.
- zucchero granellato

1) Lavorare la farina con lo zucchero e il burro a tocchetti fino ad ottenere un composto sbriciolato, quindi unirvi le uova una per volta, l'anisetta e la scorza grattugiata di limone.
2) Incorporare anche l'uvetta precedentemente ammollata in un po' di latte e amalgamare il tutto, se troppo compatto aggiungere del latte finchè la consistenza non sarà morbida e appiccicosa.
3) Formare due filoni in una placca da forno (io ne ho messo uno per placca), spennellare con un po' di latte e cospargere con lo zucchero granellato.
4) Infornare a 180° per circa 20 minuti finchè non sarà ben dorato. Lasciare raffreddare e servire per colazione o con un buon bicchiere di rosso.


Con questa ricetta partecipo al contest della cara Simo in collaborazione con il DragonflyShop 

domenica 5 febbraio 2012

Quel fantastico week-end - parte seconda


Come vi avevo promesso ieri, ecco come prosegue il racconto dello scorso week-end...
Dopo essere usciti dalla Locanda Martelletti i mariti (anche il marito della mia amica era complice nell'organizzazione del misterioso week-end) ci hanno portate nel ridente paesino di Passerano Marmorito (AT) al Casale dell'Ansinà - Bed and Breakfast gestito da una socievole Signora, ex Chef che è riuscita a trasformare il Casale in una specie di "casa per le bambole"...davvero deliziosa.
Per esempio quella che vedete in foto è la reception dove un busto di ballerina è il porta chiavi ufficiale delle camere da letto e tutto è declinato nei toni dell'albicocca.
Nella stessa stanza si fa anche la colazione...


Le stanze poi hanno nomi di fori e sono tutte di diversi colori...lavanda...melissa...e per me che ero la festeggiata la Suite Le rose...


Aveva il camino in camera e il bagno era un salottino con una di quelle vasche da bagno di una volta con i piedini....bellissima!!!! I miei amici invece avevano la Melissa e tutto era nelle tonalità del verde...quanto mi è piaciuto questo posto!

Questo era il disimpegno dove si accedeva poi alle camere, tutto coperto di specchi antichi un po' rosicchiati dal tempo...


Per non parlare del ristorante...magnifico...


Ma la parte che davvero mi ha tolto il fiato è stato questo locale che dal ristorante portava poi alla cucina, sono rimasta a bocca aperta, il pavimento pieno di ciottoli smussati e ai lati un piano pieno di oggetti esposti di ogni tipo...


Vicino alle camere, nel piano soprastante c'era poi quello che la Signora chiamava "il giardino d'inverno" e cioè un ampio spazio con delle bellissime vetrate che davano sulla chiesa del paese e sul giardino del Casale. In questo locale abbiamo passato il pomeriggio a giocare a carte mentre fuori nevicava a tutto spiano!!


Anche il giardino esterno che si apre dopo l'ampio cancello che è proprio il simbolo del Casale dell'Ansinà è davvero molto bello, noi purtroppo, date le condizioni atmosferiche, non abbiamo potuto goderne appieno, solo qualche dettaglio che ci ha fatto immaginare il tutto in estate, come i mazzi di lavanda attaccati alle pareti...


E in mezzo al giardino un grosso albero con una casetta sopra dove i nipotini della signora giocano nella bella stagione...noi lo abbiamo visto così...


La mattina abbiamo dovuto spalare la neve per poter uscire e tornare a casa...come vedete dalle foto nella notte ne è venuta giù davvero tanta...ecco la strada per rientrare...


Bello eh?!! Infatti siamo anche finiti fuori strada ma una pattuglia dei vigili del fuoco che passava di lì ci ha aiutati a tirarci fuori dal fosso e così tutto è bene quel che finisce bene! In realtà devo proprio dire che è stato il compleanno più bello...questi 35 anni sono cominciati davvero bene e per questo devo ringraziare il mio amore...grazie di cuore, nessun'altra sorpresa mi avrebbe reso più felice! Se ripenso al week-end e a quanto ci siamo divertiti mi viene da ridere anche adesso!!!
Un bacio a tutti e buona domenica!

Casale dell'Ansinà
Via Roma, 4
14020 - Passerano Marmorito (AT)
0141/903233

sabato 4 febbraio 2012

Quel fantastico week-end


Metti il tuo compleanno, metti che il tuo amore ti fa una sorpresa inaspettata...metti che entri in casa e trovi una valigia da riempire...metti che non sei solo ma con te e lui vengono anche due cari amici...mettici pure tanta tanta tanta neve...e tante tante tante risate...lui ti dice in un orecchio "volevo che fosse il compleanno più bello"...tu lo guardi grata per averti regalato un momento prezioso e indimenticabile.

Pranzo alla Locanda Martelletti - Cocconato d'Asti









Piazza Statuto 10
14023 - Cocconato d'Asti
0141/907686
info@locandamartelletti.it

Ma il racconto non finisce qui...